Lisette Oropesa al suo debutto assoluto nell’Elvira belliniana ripaga pienamente l’attesa di ascoltarla - aggiungiamo, finalmente! - al Teatro San Carlo. Sin dal duetto fra Elvira e Giorgio "Sai come arde in petto mio" la Oropesa si impone per precisione, perizia tecnica, bel colore, perfetta proiezione vocale e intensità drammatica.
Il bagaglio tecnico, il dominio perfetto delle colorature, dei trilli dei re e mi bemolle di tradizione, il perfetto appoggio della voce sul fiato, il legato nobile forgiano un’Elvira elegante e composta pur nella tormentata psicologia. Lisette Oropesa ci fa ascoltare l’evoluzione degli stati d’animo della protagonista, quel percorso lungo percorso costellato di gioia, delusione, disperazione, follia e, infine, felicità riconquistata. La grande scena della follia "Qui la voce sua soave" è ammantata di aristocratica compostezza: siamo davanti ad un’Elvira lunare piuttosto che stralunata.È affidato quindi al gioco forsennato delle colorature della successiva cabaletta - tutte calibratissime, di precisione strabiliante - a rendere poi ancor più plastico lo stato di alterazione mentale della protagonista.
Già, le colorature: nel canto di Lisette Oropesa appaiono perfettamente integrate con le melodie di Bellini, mai orpelli sovrapposti al disegno melodico; del melos, invece, diventano parte inscindibile, tanta è la perfetta commistione, la spontaneità dell’esecuzione e l’aderenza drammatica. Una interpretazione dell’Elvira di Bellini, quella dell’Oropesa, che al suo primo incontro è un compendio di tecnica vocale, un saggio di estetica belcantistica e un’interpretazione accurata ed elegante della complesso personaggio belliniano.
Lisette Oropesa makes her absolute debut as Bellini's Elvira, fully rewarding the anticipation of hearing her - we add, at last! - at the Teatro San Carlo. From the duet between Elvira and Giorgio "Sai come arde in petto mio", Oropesa stands out for precision, technical skill, beautiful color, perfect vocal projection and dramatic intensity.
Her technical prowess, the perfect mastery of coloratura, trills, and traditionally used E-flats and A-flats, the perfect support of the voice on the breath, and noble legato forge an elegant and composed Elvira, even within her tormented psychology. Lisette Oropesa allows us to hear the evolution of the protagonist's emotions, that long journey marked by joy, disappointment, despair, madness and finally, reclaimed happiness. The grand madness scene "Qui la voce sua soave" is wrapped in aristocratic composure: we are before a lunar Elvira rather than a distraught one. The frantic play of the coloratura in the subsequent cabaletta - all exceedingly well-calibrated, with astonishing precision - is then used to further highlight the protagonist's altered mental state.
Indeed, the coloratura: in Lisette Oropesa's singing, it appears perfectly integrated with Bellini’s melodies, never as decorative trappings overlaid on the melodic design; instead, they become an inseparable part of the melos, so perfect is the mix, the spontaneity of execution, and the dramatic adherence. Oropesa’s interpretation of Bellini's Elvira, at her first meeting, is a compendium of vocal technique, an essay on bel canto aesthetics and an accurate and elegant interpretation of the complex Bellini character.
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Luigi Raso
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L'ape musicale