Spicca il nome di Lisette Oropesa, soprano statunitense, che proprio con Rossini al ROF di Pesaro si è fatta conoscere due anni fa dal pubblico italiano, e che ora è una certezza del panorama lirico internazionale. Si tratta in effetti di una solida professionista: un soprano lirico-leggero dotato di una tecnica e una personalità interpretativa che le consentono di spaziare in un repertorio che va da Mozart a buona parte dell’Ottocento operistico italiano e francese. La voce, che ha un leggero vibrato e ricorda, come è stato giustamente notato, certe inflessioni timbriche della Gheorghiu, corre senza problemi anche in ampi spazi. L’emissione è rotonda e fluida in tutta la gamma e solo qualche sopracuto a volte risulta meno pieno e timbrato. In “Bel raggio lusinghier” da Semiramide, Oropesa mette subito in luce l’accuratezza del fraseggio, l’accento ben calibrato, l’ottima dizione, dominando senza particolari problemi la tessitura tendenzialmente centrale dell’aria (il ruolo viene concepito da Rossini per la Colbran), dando sfogo al registro acuto e sopracuto nella parte finale, debitamente variata con eleganza e disinvoltura. Le agilità sono buone, ma non trascendentali. Poco filologica, se vogliamo, la scelta di cantare l’aria di Rosina dal Barbiere di Siviglia, “Una voce poco fa”, che Rossini scrive per contralto, con una tessitura che oscilla per la precisione fra contralto e mezzosoprano. Anche qui, nessun problema per Oropesa, che affronta la versione sopranile con facilità, coloratura puntale ed espressiva, senza i bamboleggiamenti tipici dei soprani leggeri che un tempo avevano l’appannaggio del ruolo. Insomma, non sarà una fuoriclasse del canto rossiniano, ma sicuramente Lisette Oropesa si conferma una vocalista e un’interprete di rango.
Lisette Oropesa, an American soprano, stands out, having made her mark with Rossini at the Rossini Opera Festival (ROF) in Pesaro two years ago before the Italian audience, and who now is a sure talent in the international opera scene. She is indeed a solid professional: a light-lyric soprano endowed with technique and an interpretive personality that allows her to navigate a repertoire that spans from Mozart to a good portion of the Italian and French operatic nineteenth century. Her voice, which possesses a slight vibrato and reminds of, as rightly noted, certain tonal inflections of Gheorghiu, projects effortlessly even in large spaces. The vocal emission is round and fluid across the range, though some of the higher notes at times come through as less full and colored. In "Bel raggio lusinghier" from Semiramide, Oropesa immediately showcases her precision in phrasing, well-measured emphasis, excellent diction, skillfully managing the mainly central vocal range of the aria (Rossini conceived the role for Colbran), while releasing her high and very high register in the final part, varied with elegance and ease. Her agility is good, though not otherworldly. Somewhat unorthodox, if one wishes, is the choice to perform Rosina’s aria from The Barber of Seville, "Una voce poco fa", which Rossini wrote for a contralto, with the vocal range actually fluctuating between contralto and mezzo-soprano. Here too, Oropesa faces the soprano version effortlessly, with precise and expressive coloratura, without the typical lightweight soprano trills that once dominated the role. All in all, while she may not be a Rossini singing phenomenon, Lisette Oropesa certainly confirms herself as a vocalist and an interpreter of distinction.
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Roberto Mori
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Conessi all'Opera