Reviews

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2025

Recital

Stunning recital by Lisette Oropesa in Hamburg

Oropesa’s presentation was immensely detailed and finely chiselled. The placing of the voice in relation to different parts of her throat and indeed her entire face shifted in line and in harmony with the music. Her command of voice with all its numerous shades and nuances is quite considerable, and she was thus able to shape every moment of it at will, leaving nothing to chance. This control was at such a high level of excellence that it never came across as an intellectual effort, as mere technique, but was so much part of her holistic nature that the sounds she produced came across as effortless and spontaneous, not to mention her precise pronunciation. No wonder I overheard someone in the audience saying they could understand every single word.

—  Daniel Meyer-Dinkgräfe  •  Seen and Heard International

Staatsoper Hamburg: Ein kleines Lied sagte mehr als tausend Töne

„Im wunderschönen Monat Mai“, aus dem „Dichterliebe“-Zyklus. „Als alle Knospen sprangen/da ist in meinem Herz/die Liebe aufgegangen.“

Hier hing es um was, jenseits und vor allem: weit unterhalb der Koloraturen. Womöglich das Schwerste an diesem Abend für diese Sängerin, weil es so einfach zu klingen hat.

—  Joachim Mischke  •  Hamburger Abendblatt

Recital

Il virtuosismo di Lisette Oropesa

Più sobria ma marcata la bellissima aria da Soirées musicales, “L’invito” di Rossini, il discorso musicale scivola come fossero un unico strumento. In “La stella” e “La primavera” di Mercadante la forma sembra trasformata in un incantato virtuosismo tra sentimenti e voce, confidenziale, a tu per tu, come se fosse la prima volta che lo affronta. Mai un calo di tensione. Praticò dosa il volume distillando una serie di pianissimo, come sussurri che sfidano l'udito dei più nell’introduzione di “La Primavera”, magica. Qui il soprano era su timbri ideali, corposi, bruniti, come se Mercadante restituisse tutta l'espressività della voce della Oropesa, la sua genialità e bellezza. Conclude “Merci, jeunes amies” da Les vêpres Siciliennes di Verdi, preceduto da “È la vita un mar d’affanni”, “Stornello”, “Chi i bei dì m’adduce ancora”, “Perduta ho la pace” e si scardina ogni convenzione di interpretazione, di scansione ripetuta, dove scorre libero il fraseggio creando forme e prospettive mai osate prima.

—  Salvatore Morra  •  Giornale della Musica

Napoli, Teatro San Carlo – Recital di Lisette Oropesa

Fino poi a chiudere in gran trionfo, fra i lunghi e caldissimi applausi, con una raffica di quattro bis mozzafiato: la qui auspicata e vertiginosa al limite dell’eseguibile Danza dalle Soirées musicales di Rossini, l’aria parimenti velocissima Carceleras dalla zarzuela Las hijas del Zebedeo del compositore spagnolo di fine Ottocento Ruperto Chapí Lorente, un cult della canzone classica napoletana qual è I’ te vorria vasà di Eduardo Di Capua pubblicata nell’anno 1900 – con sorprendente padronanza nella dizione del testo – e, accontentando la richiesta espressa a gran voce da uno spettatore di barcaccia, l’Amami Alfredo estratto dalla Traviata di Verdi gestualizzandone il peso dell’”Addio” a braccia curve verso l’alto come a calcare simpaticamente l’ormai opportuno distacco al culmine di un vero e proprio tour vocal de force.

—  Paola De Simone  •  Conessi all'Opera

Naples, Oropesa/Praticò concert, 01/09/2025

Si apprezzano nell’interpretazione di Lisette Oropesa la cavata e l’afflato lirico, l’abbandono alla elegante cantabilità delle melodie di Mercadante, l’irrobustimento del peso specifico della sua vocalità, che in queste pagine anticipa, in un recital dalla coerente e ben ponderata scelta dei brani, quella appropriata alle quattro successive romanze da camera di Giuseppe Verdi, È la vita un mar d’affanni, Stornello, Chi i bei dì m’adduce ancora, Perduta ho la pace. La lettura di queste quattro pagine è un microcosmo di stati d’animo, di fraseggio ricercato, un esempio di versatilità. Qui Lisette Oropesa riesce a trovare la “tinta” più appropriata per ciascuna romanza, la giusta accentazione, la migliore prosodia per ogni parola.

—  Luigi Raso  •  L'ape musicale

Napoli - Teatro di San Carlo: Lisette Oropesa

Dopo avere riservato applausi calorosi durante la serata, al termine il pubblico si è scatenato in ovazioni e acclamazioni interminabili, da qui una serie di bis: dalla Danza rossiniana di cui abbiamo detto a un’aria dalla Zarzuela Las Hijas del Zebedeo di Ruperto Chapí, terminando con “I’ te vurria vasa’”, omaggio a Napoli commovente per lo scrupolo esecutivo e l’intensa espressività messa nei versi, tra l’altro con ottima dizione. Bellissima chiusa per una serata da inserire fra le migliori di questa stagione sancarliana.

—  Bruno Tredicine  •  Opera Click