Signore, ascolta! canta Liù, ovvero Lisette Oropesa, nel suo debutto nel ruolo, ciò che le consente di mettere in luce la nitida bellezza della sua voce, naturale e accurata insieme: è il primo, vero applauso a scena aperta della serata riservato a un solista.
Fra le voci soliste ne è gratificata soprattutto Lisette Liù Oropesa.
La star americana ha colpito l'arena con la bellezza della propria voce e se spesso si dice che Liù canti troppo poco nell'ultimo capolavoro pucciniano, ebbene con Oropesa si è avuta l'impressione che la giovane schiava cantasse moltissimo! Il peculiare vibrato che la rappresenta scaturisce direttamente dal timbro della sua voce e appare sempre naturalmente drammatico e in grado di evidenziare le qualità del registro medio-basso. A ciò, si aggiunge una tecnica a dir poco sopraffina, che consente al soprano di arricchire la sua performance con "mezzevoci" celestiali e genuinamente commoventi (è stato il caso della bellissima resa di Signore, ascolta!).
Decisamente più entusiasmante la Liù di Lisette Oropesa, che ha debuttato nel ruolo proprio in Arena in questa stagione. Sebbene all’inizio la voce fatichi un po’ a emergere nella scena di piazza, la sua performance colpisce per il fraseggio ben curato, la pulizia della linea di canto e l’immedesimazione totale nel personaggio che la porta a rifinire ogni suo intervento.
Lisette Oropesa sang Liù. She displayed secure and rich, velvety lower and middle registers, from which she soared effortlessly to the generously blooming high notes. … meticulous study and knowing from experience exactly how to place the voice at every moment, was still in evidence throughout, but combined now with more of what came across as spontaneity.
Lisette Oropesa è una Liù di sorgiva musicalità. Signore, ascolta! si distende con squisita dolcezza, il fraseggio è curato senza ombra di leziosità e il pianissimo conclusivo pare dissolversi nell’aria. Ancora più intensa è Tu che di gel sei cinta, attaccata con dolorosa tragicità e progressivamente trasfigurata in un’offerta d’amore.
In her debut as Liù, Lisette Oropesa's singing is perfectly poised, the slave girl's demeanour marked less by servility than by a beautiful serenity glowing in the voice.